Sol d’Oro: la Giuria, gli oli, il regolamento

SOL D’ORO - La XIX° edizione del concorso internazionale dedicato agli oli extravergini di qualità dei due emisferi, offre uno scenario suggestivo ai pochi che hanno l’opportunità di entrare nelle stanze dove 14 degustatori professionisti provenienti oltre che dall’Italia, da Spagna, Giordania, Portogallo, Slovenia, Francia e Grecia, per sei giorni, hanno assaggiato una volta, due volte, fino a sei volte, per i finalisti, i migliori oli del mondo. Ecco i protagonisti: Marino Giorgetti (Capo Panel): Milena Bucar Miklavcic (Slovenia), Luigi Centauri (Italia), Fabienne Codaccioni Roux (Francia), Simone De Nicola (Italia), Yara El Ghalayini (Giordania), Giuseppe Giordano (Italia), Fernando Martínez Román (Spagna), Fiammetta Nizzi Grifi (Italia), Carlotta Pasetto (Italia), Francisco Pavão (Portogallo), Giulio Scatolini (Italia), Cristina Stribacu (Grecia) e Annalisa Valetti (Italia).

 

IL RITORNO ALLA DEGUSTAZIONE IN PRESENZA - Questo appuntamento ha in sé qualcosa di nuovo. È la prima volta che gli assaggiatori di olio, vere autorità del settore nel loro Paese e non solo, si ritrovano dopo i lunghi mesi di lockdown a causa del Covid-19. Il grande salone a piano terra guarda verso il quartiere fieristico; lo spazio, quello tradizionalmente legato al MIPAAF, sempre presente alle manifestazioni di Veronafiere, oggi si presenta con un allestimento diverso. Pareti divisorie a creare postazioni di degustazione, tavoli individuali, bandiere di tutti i Paesi rappresentati dai componenti il panel di degustazione, un grande pannello con il logo “SOL D’ORO”.

 

IL SILENZIO - Si entra con cautela, come quando si entra in un luogo sacro, tanto è forte il silenzio che domina in sala. Ognuno dei giurati riceve al ritmo dovuto i bicchierini di vetro blu, con tanto di coperchio; all’interno gli oli da degustare. Tutto in forma anonima, rigorosissima, vero fattore distintivo del Sol d'Oro, concorso che da 19 anni premia i migliori oli del mondo. Si sente alternato il lavoro di assaggio, lo ‘strippaggio’ che gli assaggiatori usano per percepire tutte le sfumature dell’olio.

 

IL TAVOLO DI ASSAGGIO - Bicchieri blu, piccolo contenitore per liberarsi dei campioni assaggiati, le schede di valutazione da compilare e sottoscrivere al momento di ogni assaggio e da consegnare al Capo Panel per un controllo e la sigla per la validazione finale. Poi c’è una mela, verde, usata dai degustatori alternandola al pane, per pulire la bocca tra un olio e l’altro, e non correre così il rischio di portarsi dietro un sapore.

 

NEL RETRO LA PREPARAZIONE - La stanza inaccessibile è quella dove sono allineate tutte le bottiglie degli oli in concorso; non si vede un’etichetta, non si intuisce una forma del vetro, del contenitore; l’anonimizzazione è totale, si chiama blind tasting, degustazione cieca, pochissimi concorsi la adottano. Codici numerici rigenerati a ogni stato della degustazione, indicano i campioni da prendere, da sottoporre ai giudici che a loro volta leggono solo un numero, una lettera, niente di più. Un legale, controlla ogni fase. I ragazzi raggiungono la sala in silenzio, allineano i campioni sul tavolo di ogni giudice che compila la sua scheda di valutazione.

 

IL CAPO PANEL - A guidare il gruppo, per la diciannovesima volta, il dr. Marino Giorgetti, Capo Panel sin dalla nascita del concorso Internazionale Sol d’Oro. Una guida essenziale, agevolata dalla professionalità dei giudici internazionali coinvolti; una guida anche rigorosa, la sua: “Il Sol d’Oro è un concorso estremamente selettivo, in degustazione cieca e individuale - spiega Marino Giorgetti- e questo teniamo a ribadirlo sempre. Sei giorni di degustazione con il primo turno dedicato all’eliminazione degli oli difettati e il secondo alla divisione degli extravergini nelle tre categorie di Fruttato: Leggero, Medio e Intenso. A questa operazione segue l’attribuzione di nuovi codici numerici ai campioni, per passare all’assaggio di tutte e sei le categorie, con i giudici che danno la loro valutazione olfattiva, gustativa e di armonia complessiva, in ‘novantesimi’. A seguire, il sistema computerizzato su nostra indicazione ‘taglia’ i migliori che andranno al turno successivo. Il Legale cambia nuovamente i codici identificativi; si riassaggiano tutti per definire i migliori 15 di ogni categoria, che saranno i premiati, ai primi tre Sol d’Oro, d’Argento e di Bronzo, agli altri 12 le Gran Menzioni. Nuovo codice identificativo e nuovo assaggio per giungere ai migliori cinque di ogni categoria, i finalisti. Nuovo codice identificativo e nuova scheda di valutazione, in decimi (10, 8, 6, 4, 2 punti); i giudici hanno davanti tutti e cinque gli oli finalisti, in unica sessione di assaggio, da cui usciranno i vincitori. I finalisti - conclude Marino Giorgetti - avranno passato cinque selezioni in ‘blind tasting’ e nonostante questo, o grazie a questo, nella categoria ‘Bio’ quest'anno abbiamo due vincitori ‘ex aequo’”.

 

I VINCITORI - Il giorno seguente il Legale dà un nome ai numeri e svela gli abbinamenti. Il momento atteso da molti, dai produttori che erano in concorso, dagli altri che non hanno partecipato e magari lo faranno in futuro, dagli appassionati, da tutto lo staff organizzativo di Veronafiere Sol&Agrifood. Sicuramente anche dai componenti il Panel di degustazione, anche se quando saranno comunicati ufficialmente i risultati, loro avranno già fatto ritorno a casa e avranno il desiderio di unire un nome a quel ‘numero’ che gli era piaciuto così tanto.

Redazione Sol&Agrifood