L'olio extra vergine può proteggerci in caso di alimentazione disordinata

I ritmi della vita quotidiana incidono anche negativamente sul nostro corpo. Una dieta squilibrata e lo stress possono portare alla formazione di patologie senza che neanche ce ne accorgiamo. Una di queste è la steatosi epatica non alcolica, anche conosciuta come ‘fegato grasso’. Si riconduce questa patologia a un'assunzione non controllata di alcol, all'alcolismo propriamente detto, esiste però anche la steatosi epatica non alcolica, caratterizzata da un eccessivo deposito di grasso nel fegato. L’eccesso di grasso porta ad una infiammazione del fegato.

 

Prevenire con l'olio extra vergine d'oliva è meglio che curare

L'olio extravergine di oliva riduce l'accumulo di grasso nel fegato. Sembra strano che un grasso, come l'olio extra vergine d'oliva, riduca il grasso, eppure è proprio così. L'Università di Montevideo in Uruguay ha scoperto che una dieta ricca di olio extra vergine di oliva promuove la formazione di acidi nitro-grassi che proteggono il fegato, attivando le funzioni mitocondriali delle cellule epatiche e i ricercatori hanno riscontrato una correlazione positiva tra l'assunzione di olio extra vergine di oliva e l'abbassamento dell'accumulo di grasso nel fegato.

 

Per l'insalata solo l'extra vergine in estate

Che si tratti di un'insalata di riso o di un trionfo di verdure, l'olio extra vergine d'oliva è quindi il complemento perfetto, che può dare gusto, speziatura e anche benessere al nostro corpo. Ne dovremmo assumere 30-40 ml al giorno e quindi 20 ml, corrispondenti a poco più di un cucchiaio da minestra, dose ideale per un'insalata estiva a pranzo. Di oli extra vergini ne esistono tanti e cambiare abbinamento può essere anche un piacevole gioco. Su un'insalata ricca, magari con uovo, formaggi e pezzettini di pollo, possiamo usare un olio extra vergine intenso, come quello di Coratina, pugliese, di Dritta, abruzzese o di Moraiolo, umbro-toscano. I sentori amari e piccanti saranno attenuati dalle proteine delle uova e della carne, ma il piatto sarà arricchito dalle note erbacee e da una piacevole speziatura. Si può persino rinunciare a sale e pepe così. Per un piatto come la Caprese possiamo orientarci verso oli con sapori e profumi più delicati, come quelli di Casaliva del Garda, Taggiasca ligure o Carolea calabrese. 

 

Un piccolo segreto per condire al meglio l'insalata

Si commette comunemente un errore nel condire un’insalata, quello di mettere subito l'olio extra vergine d'oliva. L'insalata, tendenzialmente, è costituita da cibi a base acquosa che si legheranno meglio con aceto e sale all’inizio; utilizzando prima l'olio, creeremo una patina che non potrà essere oltrepassata da aceto e sale che, quindi, non potranno legarsi ai nostri alimenti a base acquosa. Condiamo quindi la nostra insalata con aceto e sale, nelle dosi a noi più gradite, completando poi con l'olio extra vergine di oliva, che creerà sì una patina, ma inglobando il tutto. 

Redazione Sol&Agrifood