La ricetta del successo per il food italiano

Ci sono imprese italiane che hanno visto crescere i loro volumi d'affari e i fatturati durante il Covid, mentre altre hanno sofferto. Il posizionamento e i canali di vendita hanno fatto la differenza anche durante i lunghi mesi dell'isolamento. Ora si stanno aprendo nuove strade.

Tra tante fake c’è molto spazio per il vero made in Italy in Asia

Aumenta la voglia di cibo italiano in Asia e purtroppo molti consumatori, non trovando l'originale, si affidano all'Italian sounding. È quanto emerge da uno studio di Assocamere che ha analizzato 600 prodotti in Cina (Hong Kong, Pechino), Corea del Sud (Seoul), Giappone (Tokyo), India (Mumbai), Singapore (Singapore), Thailandia (Bangkok) e Vietnam (Ho Chi Minh City).

Autunno, tempo di castagne, preferibilmente DOP

Annata di scorpacciate per chi ama le castagne. Dopo anni difficili, anche a colpa del cinipide del castagno, insetto originario della Cina, grazie agli interventi di lotta mirati e al servizio di sorveglianza fitosanitaria, quella del 2020 si presenta finalmente come una stagione di raccolta abbondante.

Gruppo Veronafiere: new deal per affrontare il post emergenza coronavirus. Vinitaly, Sol&Agrifood ed Enolitech in programma il 18-21 aprile 2021

Verona, 23 marzo 2020 – Visto il perdurare dell'emergenza in Italia e all'estero, il Gruppo Veronafiere ridefinisce gli assetti per riorganizzare la propria attività e affrontare sia l’attuale emergenza, sia la riprogettazione di tutte le azioni in vista della ripresa.

I cambiamenti climatici mettono a rischio l'olivicoltura mediterranea

Più del 90% degli 11 milioni di olivi che ci sono al mondo sono nell'area mediterranea, sulla sponda nord in Europa e in quella a sud nel nord Africa, senza dimenticare il contributo di quella a est, in Medio Oriente. Una zona geografica piuttosto ristretta che sta prepotentemente subendo gli effetti dei cambiamenti climatici.

Prezzo ed etichetta dicono tutto sulla qualità dell’olio extravergine di oliva

Spesso la comunicazione sui social e sui media si riduce a uno slogan, con gli oli di eccellenza e di qualità, che ovviamente costano più di quelli primo prezzo, definiti migliori perché amari e piccanti.