Produzione d'olio di oliva: l'avanzata del nord Africa

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Il nord Africa si conferma area geografica emergente per la produzione d'olio d'oliva. Dopo che, la scorsa campagna olearia, la Tunisia si è affermata come seconda produttrice mondiale, con quasi 400 mila tonnellate prodotte (sul terzo gradino del podio l'Italia con 365 mila tonnellate) davanti all'inarrivabile Spagna con 1,2 milioni di tonnellate, oggi è il Marocco a balzare all'onore delle cronache.

Con un balzo di quasi 50 mila tonnellate rispetto all'anno scorso, il Marocco produrrà 140 mila tonnellate durante la campagna olivicola, pari al 5% della produzione mondiale.

Tunisia e Marocco, attraverso l'adozione di piani agricoli pluriennali, hanno incentivato gli investimenti olivicoli, anche esteri, con la creazione di imprese da centinaia di ettari, prevalentemente irrigui nel nord dei due Paesi.

Nonostante il fortissimo impulso innovativo, il nord Africa sta però risentendo dei cambiamenti climatici, che causano grandi alternanze di produzione d'olio d'oliva. Basti pensare che la Tunisia, dopo l'exploit dell'anno scorso, dovrebbe produrre non più di 150 mila tonnellate quest'anno. In crescita anche il potenziale produttivo dell'Algeria, quest'anno attestata intorno alle 90 mila tonnellate.

L'obiettivo non dichiarato dei tre Paesi è, nel medio-lungo periodo, raggiungere complessivamente una produzione pari a quella spagnola, proponendosi sui mercati internazionali con prezzi più aggressivi e competitivi.

 

[Fonte: Teatro Naturale]

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