Per combattere le frodi dell'olio serve occhio e naso

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Attenzione, le truffe dell'extra vergine sono tornate. É quanto segnalano recenti trasmissioni televisive ai consumatori italiani e internazionali. Miscele di dubbia provenienza e qualità, blend utili per moltiplicare i profitti, ai danni del portafoglio. Prima di tutto nessuna inchiesta ha rilevato problemi per la salute pubblica, un cattivo olio non ci soddisferà al naso e al gusto, ma non ci farà male. Poi per non cadere nelle trappole dei truffatori basta seguire qualche regola semplice. Preferire, quando possibile, prodotti a denominazione d'origine, che sono certificati, quindi sono passati al vaglio di controllori, sono stati analizzati sia per la parte chimica che per quella organolettica, alla caccia di sgradevoli puzze, e non riservano spiacevoli sorprese. Per il 100% italiano preferire le bottiglie che riportano l'indicazione “prodotto e imbottigliato da”, che assicurino che vi è dietro un olivicoltore o un frantoiano. Attenzione a non farvi ingannare dalla dicitura “prodotto imbottigliato da”. Manca solo una “e” ma significa che l'olio è stato comprato da un selezionatore e imbottigliato. Guardate con attenzione che sia indicata la campagna di produzione (2018/2019 quella di quest'anno) che indica che tutto l'olio è fresco e nuovo. Se non c'è vuol dire che parte dell'olio viene da precedenti raccolte, degli anni passati. Se possibile acquistate l'olio presso enoteche o oleoteche, o anche dal produttore, dove avete la possibilità di assaggiarlo prima dell'acquisto. Un extra vergine di buona qualità ha sentori erbacei, freschi, o di mandorla dolce; al gusto non deve mancare almeno un po' di amaro e piccante, che è legato ai polifenoli, gli antiossidanti che fanno bene alla nostra salute.

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