Olio d’oliva in fondo al mare

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1800 anni ma non sentirli, grazie al segreto degli antichi romani. L'archeologia, spesso, ci permette di confrontarci con dilemmi curiosi. Il rinvenimento, qualche mese fa, di una galea romana al largo delle coste dell’isola spagnola di Maiorca, probabilmente affondata nel III secolo d.C., ha infatti permesso di scoprire ai ricercatori una vera e propria miniera d'oro gastronomica

Non sesterzi o pietre preziose ma vino, olio d'oliva e garum, il tipico condimento di pesce fermentato di epoca romana. Il mare ha permesso di conservare le anfore in perfette condizioni. Le temperature degli abissi e l'assenza di ossigeno ha fatto il resto.


Una volta recuperato il “bottino” enogastronomico, infatti, i ricercatori hanno scoperto che il contenuto delle anfore era pressoché intatto, permettendo lo studio di tre alimenti tipici di epoca romana.


Secondo i ricercatori, l'olio d'oliva recuperato dalle anfore è stato trovato in condizioni quasi perfette, e può essere ancora consumato dopo 1800 anni. L'olio era conservato nelle tipiche anfore romane, studiate per la massima conservabilità del prodotto. Il segreto sono dunque i vasi di argilla di forma ovale con due manici e collo stretto. Proprio il collo stretto ne facilitava la tenuta stagna, in modo che l'olio non perdesse le sue proprietà e potesse essere trasportato ovunque via mare o via terra.

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