L'olivo è il futuro della Terra: giusto celebrarlo il 26 novembre

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Il 26 novembre 2019 è stata dichiarata Giornata Mondiale dell'Olivo e inserita nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco. 

Quest'anno, quindi, è il primo vero anno in cui si celebra questa ricorrenza. Un periodo particolare, di pandemia, di dolori, di sacrifici, di insicurezza. Tutti ottimi motivi per abbracciare un olivo e i suoi simboli.

L'olivo è pace, riconciliazione ma anche salvezza e prosperità, come ricorda il salmo 128 dell'Antico Testamento. Ma le radici di questi simboli si trovano ben prima, già per Omero l'olivo era pace e vita.

Altrettanto numerosi i simbolismi legati all’olio di oliva. Ne basti uno solo per tutti: lo stesso nome di Gesù, Christos, vuol dire semplicemente unto.

In un'epoca di cambiamenti climatici, a maggior ragione, l'olivo assume una valenza assolutamente prioritaria, essendo l'unica coltura agraria estesa in tutto il globo che sequestra CO2 anziché emetterne.

Secondo i dati raccolti dal Consiglio oleicolo internazionale un ettaro di olivo nel Mediterraneo sequestra più carbonio di una foresta nello stesso ambiente (11 t/ha/anno contro 7 t/ha/anno). L'olivo assurge quindi anche a simbolo della sostenibilità.

Tutto questo senza considerare i numerosi studi scientifici che dimostrano le proprietà nutraceutiche dell'olio extra vergine di oliva, oltre che delle foglie dell'olivo.

Tutte ottime ragioni perché l'olivo sia riconosciuto come protettore del Pianeta.

 

[Fonte: Teatro Naturale]

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Categorie: olio extravergine, Sol&Agrifood, extra virgin oil, evo, oliveoil