I cibi portafortuna che non possono mancare sulle tavole delle Feste

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Ci sono alcuni cibi che non mancano mai sulle tavole delle Feste. Si tratta di tradizioni consolidate, che spesso nascondono un significato di buon auspicio. Le lenticchie, così come il riso nelle culture orientali, sono portafortuna perchè rievocano le monete e nella tradizione ogni granello corrisponde a una moneta, quindi più se ne mangiano più soldi arriveranno. Ma paese che vai, tradizione che trovi. Nelle Americhe si mettono in tavola per l’ultimo dell’anno verdure a foglia verde, come le bietole, che ricordano i dollari, quindi proprio i soldi. In Germania e Irlanda, invece, il cavolo è associato al denaro. I mandarini sono poi il frutto dell'inverno e, in Russia e nelle regioni orientali vengono molto consumati, perchè il tondo è simbolo di eternità e buon auspicio per una lunga vita. Anche il melograno è molto utilizzato, anche come ingrediente in diverse preparazioni. La mitologia greca narra che sia una pianta sacra per Giunone e per Venere, per questo simbolo di fertilità e ricchezza. Il peperoncino, poi, aiuta a scacciare la cattiva sorte, proprietà legata al colore associato al loro fuoco interno e alla forma appuntita. Poi vi è la carne di maiale, animale che va in cerca del cibo con il naso proteso in avanti, simboleggiando il progresso e la sua carne è simbolo di buon auspicio, guadagni e sazietà. Per chi non può fare a meno dei dolci, non faccia mai mancare il marzapane, il suo nome deriva dall’arabo “mauthaban” che significa moneta. Ma cosa non mangiare mai a Capodanno? Mai gamberi ed aragoste, che notoriamente camminano all’indietro e dunque simboleggiano lo stallo e il regresso. Di cattivo augurio anche i volatili, per scongiurare il pericolo che la fortuna voli via.

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