Cambia la geografia del consumo di olio d'oliva nel mondo

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Nel 1990 Italia, Spagna e Grecia insieme, consumavano il 56% dell'olio d'oliva prodotto a livello mondiale. Allora, Stati Uniti a parte, l'olio d'oliva era quindi un prodotto prevalentemente confinato in ambito mediterraneo e, di più, europeo. Oggi lo scenario è cambiato. Solo il 35% della produzione complessiva viene consumato da italiani, spagnoli e greci.

Se le percentuali fanno riflettere, ancor più i numeri assoluti, diffusi da Mariano Iñigo, Lisandro Pedro e Ana García-Arranz, della spagnola EAE Business School.

Nel 1990, Italia, Spagna e Grecia consumavano 1,63 milioni di tonnellate di oli d'oliva, a fronte di una produzione mondiale complessiva di 2,67 milioni di tonnellate. Oggi, con una produzione di poco superiore a 3 milioni di tonnellate, gli stessi tre paesi consumano 1,16 milioni di tonnellate. Se nel 1990 solo 700 mila tonnellate erano destinate al mercato internazionale, oggi questa cifra sale a quasi 2 milioni di tonnellate.

Ma non è la vecchia Europa ad aver sopperito alla riduzione di consumi dei tre grandi Paesi produttori, poiché nel complesso questi si sono fermati a 1,52 milioni di tonnellate. Rispetto a trent'anni fa, dunque, è raddoppiato il consumo di olio d'oliva fuori dai confini abituali con la prospettiva che, entro un decennio, saranno Stati Uniti e Asia ad arrivare al 50%.

 

[Fonte: Teatro Naturale]

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