Autunno, tempo di castagne, preferibilmente DOP

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Annata di scorpacciate per chi ama le castagne. Dopo anni difficili, anche a colpa del cinipide del castagno, insetto originario della Cina, grazie agli interventi di lotta mirati e al servizio di sorveglianza fitosanitaria, quella del 2020 si presenta finalmente come una stagione di raccolta abbondante.

Interessanti quest’anno anche i prezzi che, all'ingrosso, varieranno dai 2,5 ai 6,5 euro/kg secondo la Borsa Merci Telematica Italiana.

La cosa interessante da sapere, di cui pochi sono a conoscenza, è che molte delle castagne italiane sono a denominazione d'origine protetta (Dop) o indicazione geografica protetta (Igp). Ne abbiamo ben 12 tutelate dall'Unione Europea, per la qualità e la specificità territoriale che le contraddistingue. E pensare che una volta il castagno veniva considerato l'albero del pane delle aree rurali di montagna, perché la farina di castagne sostituiva quella di frumento.

Dalle castagne della Val di Susa (Piemonte), coltivate dai monaci fin dal 1200, a quelle della Pedemontana del Grappa e del Montello (Veneto), anch'esse con origine medioevale, per arrivare al Marrone di Roccadaspide nell'avellinese, salvato dai monaci benedettini, oggi con le castagne si può preparare un vero e proprio menu a tutto tondo.

Si può cominciare con la più classica delle zuppe autunnali: castagne e ceci. È sufficiente cuocere i due ingredienti protagonisti del piatto e realizzare una zuppa con passata di pomodoro, rosmarino, scalogno e spezie.

Naturalmente si possono anche preparare delle gustose tagliatelle con farina di castagne, o utilizzare le castagne in stracotti o succulenti piatti a base di carne, per finire con torte, creme o il classico castagnaccio. C'è solo da far sbizzarrire la fantasia.

 

[Fonte: Teatro Naturale]

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Categorie: food, Teatro Naturale, Made in Italy