Quanto piace l'olio evo in Asia, appunti da Hong Kong

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A conclusione di Sol Int’l Evo Oil Show a Hong Kong (7-9 novembre) è interessante tirare le somme delle iniziative svolte, per capire cosa piace dell’olio extravergine di oliva in Asia e a chi.

Le risposte le danno Marino Giorgetti, capo panel di Sol d’Oro che a Hong Kong ha condotto i tasting degli oli vincitori del concorso, e Antonella Capriotti, Project manager di Sol&Agrifood.


Quanto piace e cosa piace dell’olio evo agli asiatici?
“È indubbio che anche agli asiatici l’olio evo piaccia, e non poco, per il suo panorama olfattivo, per le sensazioni in bocca alle quali, per la gran parte, non sono abituati ma vengono affascinati e rapiti dagli aromi e sapori che questi oli sprigionano”, risponde Giorgetti. “Chiaramente è importante far comprendere loro l’utilizzo che ne possano fare in cucina e come meglio abbinare la varie tipologie alle loro preparazioni culinarie”, spiega ancora il capo panel di Sol d’Oro.


Chi ha partecipato ai tasting e ai seminari e quali sono stati gli aspetti che hanno interessato di più?
“I numerosi partecipanti sono stati delle più varie categorie, dai buyer a semplici consumatori a ristoratori che per la gran parte si avvicinavano all’olio conoscendolo ma non sicuramente dal punto di vista di una degustazione professionale. Per questo sono rimasti tutti affascinati dalla dinamica di assaggio con l’olio nel bicchierino (all’inizio si vedevano alcuni bagnare il pane, che davamo per pulire la bocca tra un olio e l’altro, nell’olio e mangiare appunto pane e olio), dalla comprensione degli odori e dalla loro diversità tra un olio e l’altro, dalla percezione dell’amaro e del piccante in bocca e dalla valutazione e importanza per la qualità dell’olio e l’abbinamento in cucina”, racconta Giorgetti.
“La chiosa finale infine è sempre stata sull’importanza dell’olio evo anche dal punto di vista salutistico con il suo patrimonio di vitamine e soprattutto polifenoli (antiossidanti). Varie domande infatti hanno riguardato proprio questo aspetto, così come l’abbinamento cibo/olio per la valorizzazione delle varie cucine anche asiatiche”, conclude Giorgetti.


Dall’osservatorio privilegiato di Sol Int’l quale identikit esce del buyer e del consumatore asiatico?
“Più che di consumatore asiatico parlerei, in base alle esperienze dirette di Sol Int’l, di mercato in Giappone e ad Hong Kong”, puntualizza Capriotti.
“Il mercato giapponese è un mercato maturo, attento ed informato sul prodotto olio evo di qualità. È un mercato che riconosce la superiorità del prodotto italiano e che sta già tentando di ‘contaminare’ la propria cucina, per le proprietà nutraceutiche del prodotto. Le nostre degustazioni rivolte ai buyer giapponesi sono quindi sempre molto frequentate, anche grazie al riconosciuto valore del concorso Sol d’Oro, con cui promuoviamo gli oli vincitori che proponiamo anche in brevi seminari di formazione”, spiega Capriotti.
“Diversa la situazione di Hong Kong e quindi anche del mercato cinese, secondo la mia esperienza, in cui l’interesse degli operatori è forte ma la mancanza di conoscenza è pressoché totale”, prosegue Capriotti.
“Qui l’olio evo e il suo utilizzo in cucina sono degli argomenti assolutamente sconosciuti, per cui oltre a seminari di formazione ci siamo resi conto di dover organizzare veri e propri cooking show dimostrativi, per accendere un riflettore dei molteplici usi in cucina dell’olio evo. Ad Hong Kong abbiamo rilevato che una leva interessante per la diffusione della cultura dell’olio evo passa attraverso l’uso cosmetico e i benefici diretti sulla salute”, afferma Capriotti.


Quanto è importante il supporto di Sol Int’l per le aziende partecipanti alle iniziative all’estero?
“Le aziende che hanno partecipato alle nostre collettive ritengono che essere presenti sotto il cappello del concorso Sol d’Oro sia un valore aggiunto, in quanto sinonimo di qualità dei prodotti messi in evidenza. Inoltre, il fatto che una partecipazione così strutturata permetta anche un risparmio in termini economici, è un valore aggiunto non indifferente: Veronafiere infatti offre comunque una serie di servizi che la singola azienda non potrebbe mai sostenere”, conclude Capriotti.

 

Antonella CapriottiMarino Giorgetti

 

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Categorie: olio extravergine, food, blog, hongkong